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  • Nausica Cangini

La felicità è normale?

Nel mondo occidentale abbiamo oggi degli standard di vita più elevati che mai, eppure l'uomo di oggi non sembra molto felice. Possiamo accorgerci già dallo scaffale delle librerie quanti siano i testi di auto-aiuto su depressione, ansia, stress, problemi relazionali, dipendenze varie (fumo, alcol, shopping) e altro ancora.


Eppure, anche con tutte le informazioni a cui possiamo accedere, anche attraverso internet e i social, l'infelicità non sembra diminuire, ma al contrario cresce esponenzialmente. Le statistiche ci rivelano come ogni anno quasi il 30% della popolazione adulta soffre di un disturbo psicologico riconosciuto. Un dato che allarma più delle statistiche è che quasi una persona su due, nel corso della propria vita, attraversa un momento in cui prende seriamente in considerazione il suicidio e si dibatte con quest'idea per un periodo di due settimane o più. Chiaramente la felicità duratura non è normale.


Ma perché è cosi difficile essere felici? L'evoluzione ha modellato il nostro cervello in un modo che ci fa essere strutturati per soffrire psicologicamente: per confrontare, valutare e criticare noi stessi, per concentrarci su ciò che ci manca, per divenire rapidamente insoddisfatti di ciò che abbiamo e per immaginare ogni genere di scenario catastrofico, la maggior parte dei quali non si realizzerà mai. Non c'è da sorprendersi che che sia così tanto difficile essere felici.



Ma cos'è esattamente la felicità? Tutti la vogliamo, desideriamo, ci sforziamo di raggiungerla, ma cos'è esattamente? La parola felicità ha due significati molto differenti, il più comune è "sentirsi bene", provare senso di piacere, contentezza, a tutti noi piacciono queste sensazioni, pertanto le rincorriamo. Purtroppo questo tipo di felicità non è duratura e per quanto ci sforziamo di trattenerla, scivola via. Con un effetto paradosso, più rincorriamo sensazioni piacevoli, più rischiamo di soffrire d'ansia o depressione. L'altro significato della parola felicità è "vivere una vita ricca, piena e significativa", quando agiamo in nome di ciò che per noi conta veramente nel profondo del nostro animo, ci muoviamo in strade che consideriamo degne e preziose, chiariamo cosa è importante per noi e per la nostra vita e ci comportiamo di conseguenza; è cosi che la nostra vita diventa ricca, piena, significativa e proviamo un senso di vitalità. Una vita di questo tipo non ci mette a riparo da emozioni spiacevoli, la vita comprende anche il dolore, la buona notizia è che , anche se non possiamo evitare il dolore, possiamo imparare ad affrontarlo molto meglio.





Crearsi una vita piena, ricca e significativa è un impresa enorme, perciò ti consigliamo di prenderti il tuo tempo.




**Articolo elaborato attraverso il testo "La trappola della felicità - Come smettere di tormentarsi e iniziare a vivere" di Russ Harris


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